Idee in volo…

Idee in volo…?

Idee in volo è un titolo che in realtà racchiude in se due significati ben distinti della parola “idea”. Due concetti che in realtà si abbracciano per dare vita ad uno stesso termine.

Idea come qualcosa che ci viene in mente e che possiamo o non possiamo realizzare.

Idea come “idea di qualcosa” o “concetto assoluto di qualcosa”. Pensiero, questo, avviato da Platone molto tempo fa con il suo “Demiurgo” o ”divino artefice” che plasmava sulla terra ciò che nel mondo delle idee esisteva solo sotto forma di concetto assoluto. Un esempio potrebbe essere il concetto di “mezzo di trasporto” che poi può prendere la forma di un BUS, di un camion o piuttosto di una bicicletta.

L’idea di uno stato di cose o di un ordine sociale o di un regime di governo che diventa totalitario o democratico ma che in entrambi i casi parte dall’unica idea di regime di governo. La domanda che spesso ci si pone è se la nostra interpretazione di questa o quella idea sia la migliore possibile oppure non ce ne siano di migliori.

In realtà lo sbaglio, che è ciò che più temiamo nella fase dell’interpretazione, è anche esso in origine un concetto assoluto e si trasforma nella realtà in una errata gestione di questa o quella azione o informazione paragonata ovviamente all’interpretazione del concetto assoluto di “cosa giusta” che a sua volta viene interpretato in tutti i modi possibili ma in fondo non necessariamente leciti.

In più c’è da dire che la maggior parte dei discorsi che facciamo sono estremamente ricchi di concetti assoluti…forse è per questo che esistono le incomprensioni, ossia errate interpretazioni dell’interlocutore del concetto assoluto espresso dall’uno o dall’altro.

Il concetto, oggettivo, che voglio esprimere, tuttavia, è che non bisogna soffermarsi troppo a pensare se “l’idea” che abbiamo avuto è buona ma dobbiamo esprimerla, possibilmente, senza “idee” ma con valori oggettivamente comprensibili e confrontabili tra più individui.

Il pericolo più grande, che tra l’altro ha sempre condizionato la nostra storia, non è che gli altri non capiscano, il che porterebbe ad una non comprensione del concetto ma piuttosto che gli altri intercettino il concetto assoluto del nostro discorso e ne diano un’interpretazione sbagliata. Un po’ come nel computer dove un’istruzione “errata” genera il termine del processo mentre un’istruzione “errata strutturalmente” può generare un danno al sistema.

L’importante è che ci sia sempre uno scambio di idee più chiaro possibile con la minor quantità possibile di “idee” ossia di concetti assoluti in modo da esprimere in maniera più oggettiva possibile il nostro pensiero.

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